Infanzia

Disegno, gioco e storie: questi i modi privilegiati che i bambini utilizzano per entrare in relazione con i grandi e comunicare il loro disagio. Ed è proprio tramite questi strumenti che lo psicologo infantile si avvicina al mondo interno del bambino e alle sue emozioni, tentando di tradurre questi segnali e sintomi (es. difficoltà di separazione, insicurezze, iperattività, comportamenti disturbanti e aggressivi, problematiche connesse all’alimentazione, disturbi del sonno, difficoltà scolastiche etc) e facilitando la comunicazione nel nucleo familiare.  A tal fine il percorso con il bambino si associa ad uno spazio di accoglienza e sostegno genitoriale, tanto più frequente quanto più piccolo è il bimbo e quindi maggiore è la dipendenza da mamma e papà.

“È faticoso frequentare i bambini, avete ragione. Perché bisogna mettersi al loro livello.
Abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli…ora avete torto. Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’ altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”

(J. Korczak)

                                                                           

“I bambini imparano ciò che vivono:

se un bambino vive nella critica impara a condannare; se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire; se un bambino vive nella paura impara ad essere apprensivo; se un bambino vive nel ridicolo impara ad essere timido; se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Ma:

se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente; se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad essere sicuro di sè; se un bambino vive nella lode, impara ad apprezzare; se un bambino vive nell’accettazione impara ad amare; se un bambino vive nell’onestà impara cos’è la verità; se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia; se un bambino vive nella sicurezza impara ad avere fiducia in se’ stesso e nel prossimo.

Se un bambino vive nell’amore impara che il mondo è un bel posto in cui vivere”

(Nolte)